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Il Medioevo nei Macbeth cinematograficiWelles, Kurosawa, Polanski, Visconti

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Università degli Studi di Milano
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Letizia Bellocchio Il Medioevo nei Macbeth cinematografici Welles, Kurosawa, Polanski, Visconti 1. Premessa Le ambientazioni medievali appartengono a immaginari diversi e perfino opposti, dall’idealizzazione del mondo cavalleresco all’epoca delle più atroci barbarie. Vorrei soffermarmi sul secondo stereotipo, quello che assimila il Medioevo a un’epoca crudele e violenta, come conferma una celebre battuta di Pulp Fiction (1994) di Quentin Tarantino: Torture medievali per il suo culo! [1]. Non importa in questa sede precisare il contesto in cui viene proferita questa frase, ma sottolineare che l’aggettivo medievali, ancora negli anni Novanta, aggiunge all’idea già di per sé forte di tortura un’ulteriore carica di brutalità e sadismo, come se le torture secentesche o quelle praticate oggi fossero più umane. Questa accentuazione del carattere cupo e sanguinario del Medioevo ben si adatta al Macbeth [2], che non è soltanto la tragedia dell’ambizione ma concorre con Hamlet, Othello, King Lear a mettere in scena una grande crisi politica e sociale: il passaggio dal Medioevo all’Età Moderna, dalla barbarie e dall’oscurità alla civiltà e alla luce rinascimentali, dal tiranno al principe moderno. 2. Macbeth, IV, 3 La scena terza del quarto atto di Macbeth si svolge in Inghilterra alla corte del Re Edoardo il Confessore e si apre con un lungo dialogo tra Malcom, l’erede designato al regno di Scozia prima del regicidio, e Macduff. Le prime battute, come sottolinea Agostino Lombardo [3], sembrano un commento, seppur inconsapevole, alla scena precedente in cui si consuma la strage della famiglia di Macduff a opera dei sicari 10 Letizia Bellocchio di Macbeth, e un lamento per la sorte di una Scozia malata e in balia del tiranno. Questa scena rivela il principe Malcom come uomo temprato da una dura esperienza, freddo e diffidente nei confronti degli altri. Egli, infatti, prima saggia la fedeltà di Macduff fingendosi debole, vittima di tutti i vizi e privo di qualsiasi virtù, e perfino peggiore di

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