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Biblioteca e libertà

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AIB, Associazione italiana biblioteche
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Abstract

02 Editoriale+Articoli 4-04 Nella Roma repubblicana i censori erano due magistrati incaricati del censimento della popolazione e del controllo sui patrimoni; avevano anche compiti di control- lo sulla moralità pubblica e potevano espellere dal Senato o interrompere il cursus honorum di qualcuno bollandolo come “indegno”. Fu a partire dal Medioevo che la censura venne teorizzata e praticata quale insie- me di interventi finalizzati a prevenire e reprimere la diffusione di manifestazioni letterarie e artistiche non conformi all’ordine religioso e politico dominante. Solo nel 1948, con la Dichiarazione dei diritti umani, l’Organizzazione delle nazio- ni unite ha affermato il diritto fondamentale di ogni individuo «alla libertà di opi- nione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opi- nione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere». Affermazioni simili sono presenti nelle carte costituzionali di tutte le democrazie occidentali, fondate sul principio liberale secon- do cui il libero confronto delle idee e delle culture garantisce il progresso della società. Secondo John Stuart Mill, uno dei padri del liberalismo classico, «impedire l’espres- sione di un’opinione è un crimine particolare, perché significa derubare la razza umana, i posteri altrettanto che i vivi, coloro che dall’opinione dissentono ancor più di chi la condivide: se l’opinione è giusta, sono privati dell’opportunità di pas- sare dall’errore alla verità; se è sbagliata, perdono un beneficio quasi altrettanto gran- de, la percezione più chiara e viva della verità, fatta risaltare dal contrasto con l’er- rore». Per questo si ripudia la censura, non solo perché non vale a rafforzare l’ordine sociale, ma perché, al contrario, lo indebolisce, costituendo un attentato alla possi- bilità di crescita civile della collettività. Dal piano dei principi a quello delle pratiche, la misura di quanto il riconosci- mento del valore del

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