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BONINO DA MILANO – PRIMUS MAGISTER ECCLESIE NOVE SANCTI JACOBI

Authors
Publisher
Literary Circle of Split; [email protected]
Publication Date

Abstract

Tra i numerosi artisti di origine straniera, Bonino da Milano rappresenta una delle personal ita artistiche complessivamente meglio definite nella scultura dalmata della fine del medioevo. Il suo opus relativamente ricco e molto variato, legato alia realizzazione delle architetture sacre e profane e dei monumenti pubblici più importanti di Curzola (Korčula), Ragusa (Dubrovnik) e Spalato (Split), nel secondo e terzo decennia del XV secolo, si chiude con il monumentale portale maggiore della cattedrale di S. Giacomo a Sebenico (Sibenik), che l'artista, morendo di peste nell'anno 1429, lascio inconcluso. Considerato che la costruzione della cattedrale di Sebenico ebbe inizio due anni dopo la morte di Bonino, nell'anno 1431 , il suo ruolo nella realizzazione del portale e anche della cattedrale nel suo complesso c stato a lungo contestato. Dopo la scoperta dei documenti d'archivio che, nel ruolo di primus magister ecclesie nove sancti Jacobi, lo confermano innegabilmente come partecipante agli inizi della cattedrale (K. Stošić, 1950), e nonostante le attribuzioni unanimemente accettate di alcune statue e parti del portale maggiore della chiesa, rappresentanti il tema del Giudizio universale, più tardi spostati sui portale maggiore laterale (I. Fisković, 1977), il suo vero ruolo all'inizio della prima fase di costruzione della cattedrale, al tempo del vescovo Bogdan Pulšic, è rimasto fino ad oggi non chiarito. II monumentale gruppo dell'Annunciazione, collocato nell'ala sud del transetto della cattedrale di S. Giacomo, nella letteratura specialistica è stato finora sorprendentemente del tutto trascurato. Esso è qui attribuito alia sua mano, per la prima volta, sulla base di forti analogie stilistiche con le migliori opere di scultura del maestro. Con questo non solo si respingono le ipotesi attributive che volevano l'angelo Gabriele e la Madonna dell'Annunciazione opere di Niccolo Fiorentino (R. Ivančević, 1998), ma allo stesso tempo, si chiarisce e si amplia tramite queste statue il problema del ruolo avuto del maestro lombardo nella realizzazione del duomo di S. Giacomo. Chiarendo la questione della collocazione originaria del gruppo dell' Annunciazione, nel testo si esprime al convinzione che si tratti delle statue che certamente, come figure del tetto, dovevano trovarsi dentro i tabernacoli che si trovano alle estremità del portale maggiore del nuovo duomo. La loro collocazione, che considerate le dimensioni e la fattura non poteva essere assolutamente diversa, ovvero legata a qualche altra chiesa sebenicense, dimostra in modo indubitabile la concezione necessariamente unitaria di tutta la facciata, rispettivamente l'esistenza di un progetto di base, secondo il quale il maestro Bonino da Milano aveva intrapreso la realizzazione dei complessi archittetonico- decorativi del portale maggiore e di queste figure del tetto. Con ciò si smentiscono anche certi punti di vista pili datati (M. Prelog, 1963), secondo i quali le parti del portale avrebbero potuto essere create indipendentemente dall'aspetto, dalle dimensioni e dalle proporzioni principali della stessa chiesa, precisamente le posizioni dello stesso autore, secondo le quali la decorazione scultoria avrebbe potuto essere prima scolpita, aggiunta successivamente e collocata liberamente entro il complesso architettonico non ancora definito. In questo senso nel testo si avverte anche del fatto che il maestro Bonino, nel realizzare le parti del portale, non dovette certamente aspettare " ... la soluzione della controversia sulla scelta del luogo della costruzione ... ", infatti, la decisione di costruire la nuova cattedrale era già stata presa nell'anno 1428, ma non sul posto della cattedrale esistente, bensì, a motivo dell' area pili adatta e pili estesa, sul posto della chiesa di S. Trinità. Esattamente un anno dopo la morte del maestro Bonino (21. V. 1430), si nomina un nuovo protomaestro della cattedrale - Francesco di Giacomo da Venezia, e non molto tempo dopo si cambia anche la decisione sull'area di costruzione della nuova cattedrale che solo secondo la nuova delibera del Consiglio comunale dell'anno 1431 sarà costruita sul luogo odierno. Perciò, è del tutto chiaro che il maestro lombardo aveva proprio iniziato a realizzare le parti architettonico-decorative e scultorie della facciata principale per quella prima cattedrale mai realizzata. Del tutto logicamente, adattandosi alla nuova situazione dell'area sulla Piazza del Comune, le parti di un portale inconcluso del maestro Bonino, dopo la sua morte, furono distribuite in due nuovi portali, mentre il suo gruppo dell'Annunciazione poté trovare il suo posto solo molto pili tardi, quando fu collocato nel posto quasi corrispondente a quello delle figure del tetto, ma ora completato con la statua, iconograficamente del tutto inadeguata, di S. Marco del Fiorentino. Presentando l'attribuzione del gruppo dell'Annunciazione al maestro Bonino da Milano, si deve far rivelare che si tratta delle sue figure a tutto tondo pili monumentali che con la loro perfezione, e ci si riferisce specialmente alia Madonna, appartengono ai massimi risultati del suo opus scultorio. Conseguentemente, Bonino da Milano con queste opere compare in una luce del tutto nuova: come scultore s'innalza al di sopra della mediocrità e si colloca tra le personalità maggiori dei primi del XV sec. nell'ambito della scultura dalmata, mentre, d'altra parte, queste stesse figure confermano, indirettamente, il suo nuovo ruolo- quello di magister qui faceva il disegno per la prima, mai realizzata, cattedrale di S. Giacomo a Sebenico.

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