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Carlo Federici, A, B e C: dialogo sulla conservazione di carte vecchie e nuove

Authors
Publisher
AIB, Associazione italiana biblioteche
Publication Date

Abstract

04 Recensioni 4-04 quest’ultima derivante dalla fragilità dei supporti elettronici, dall’obsolescenza delle tec- nologie informatiche, dai rischi della “digitalizzazione inappropriata”, dalla varietà delle opzioni metodologiche disponibili (nel caso delle tecniche conservative, per esempio, la migrazione, l’emulazione, le applicazioni XML). In quarta di copertina la monografia viene presentata come «una vera e propria sto- ria della vicenda documentaria corrente»: è un’autodefinizione appropriata per un lavo- ro di notevole portata informativa (tale anche in virtù di un apprezzabile nitore esposi- tivo e di un folto apparato di note), del quale potranno servirsi bibliotecari e studenti, gli uni a fini di documentazione o aggiornamento, gli altri per entrare in confidenza con tematiche sulle quali le biblioteche non cesseranno di prodigarsi per molti anni ancora. Alcuni concetti (la “biblioteconomia postmoderna”) e argomenti (il nesso informazio- ne/innovazione, l’informazione come core competencedella biblioteca), non completamente al riparo da possibili obiezioni, meriterebbero per ciò stesso di alimentare il dibattito di set- tore e di trovare successivi approfondimenti e sviluppi (perché innovare, e bene, si deve). È da segnalare una particolarità: a causa della mancanza di spazio, il volume non ospi- ta la bibliografia finale; tuttavia, nella premessa essa è annunciata in uscita sul sito della casa editrice. Giovanni Di Domenico Università di Urbino “Carlo Bo” Carlo Federici. A, B e C: dialogo sulla conservazione di carte vecchie e nuove. Venezia: Regio- ne Veneto; Roma: Carocci, 2005. 111 p. ISBN 8843031775. € 12,60. La conservazione dei documenti su pergamena o su carta – parte integrante dell’attività di tutela del patrimonio culturale – costituisce il tema affrontato da questo recente lavo- ro di Carlo Federici, direttore dell’Istituto Centrale di Patologia del Libro dal 1994 al 2002. Iniziando a sfogliare questo volumetto, colpisce la singolarità della scelta come forma

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