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Armi proprie” e machiavellismo militare: con alcune note sul concetto di “autore” nella trattatistica del Cinquecento

Authors
  • Guidi, Andrea
Publication Date
Jan 01, 2022
Source
DIALNET
Keywords
Language
Spanish
License
Unknown
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Abstract

The circulation of Machiavelli’s Art of War made a fundamental contribution to the development of sixteenth-century vernacular military cultures. This essay analyses some specific aspects of the story of its reception and, in particular, focuses on the requirement of “one’s own arms” promulgated by Machiavelli’s book. This article deliberately examines two texts, which are different in both ideology and chronology: one originated in the context of the wars of religion and the diaspora of the French Protestants in the Swiss area, the other one dates back to the first half of the century. In fact, these works bring to light some of the most controversial aspects of the reception of the Florentine’s military thought. Further, they expose the difficulties that arise from applying a modern concept of authorship to texts born in a context which was characterized by a continuous recycling and reworking of themes and features, which had evolved within a long tradition of military writing and which, however, have been transformed, if not revolutionized by Machiavelli. / La circolazione dell’Arte della guerra di Machiavelli ha dato un fondamentale contributo allo sviluppo della cultura militare europea in volgare del Cinquecento. Questo saggio analizza alcuni specifici aspetti della ricezione di quest’opera nella produzione scrittoria militare del tempo e in particolare si concentra su quegli elementi di pensiero legati al tema delle “armi proprie” fortemente propagandato dal libro machiavelliano. A questo proposito, si è qui deliberatamente scelto di offrire l’esempio di due opere diverse per natura ideologica e altezza cronologica: l’una risalente alla prima metà del Cinquecento, l’altra originatasi nell’ambito delle guerre di religione e della diaspora dei protestanti francesi in area elvetica. Si tratta, in effetti, di due libri che permettono di comprendere sfumature poco note del processo di riuso di certi concetti machiavelliani che all’epoca potevano essere considerati politicamente controversi. Al tempo stesso, le due opere sono capaci di far risaltare le difficoltà che emergono ogni volta che si prova ad applicare il moderno concetto di autore a testi nati in un contesto caratterizzato da un continuo riutilizzo e dalla rielaborazione di temi ed elementi ascrivibili a una lunga e articolata tradizione di scrittura militare che si sviluppò lungo il corso del secolo, la quale, tuttavia, aveva trovato un momento di passaggio cruciale nel contributo di Machiavelli

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