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Il teatro come avvertimento (Un breve commento al Govoren'je svetog Bernarda od duše osujene di M. Marulić)

Authors
Publisher
Split Literary Circle - Marulianum, centre for Studies on Marko Marulić and his Humanist Circle
Publication Date

Abstract

In un' opera di natura drammatica evidentemente di M. Marulić, Govoren 'je svetoga Bernarda od duše osujene (1' Orazione di San Bernardo sull' anima condannata) appare un Cristo che non cede ne alla propria misericordia ne alle fervide preghiere della Madre di Dio, propugnando sempre l'idea proveniente dall'Antico Testamento di ineluttabilità di un equo giudizio. Lo sdegno del Gesù maruliciano puo esser spiegato come la Sua esasperazione di fronte all'anima che non ha sfruttato in tempo tutte le opportunità di salvezza apertele con la Sua passione. Per aumentare la forza persuasiva, la scena si svolge in gradazione: Gesù respinge prima San Giovanni e solo dopo la Vergine. Marulić non vuole scoraggiare lo spettatore insistendo sull'immensa bontà di Gesù Cristo, perché questo potrebbe creare l'impressione dell'impotenza della giustizia di Dio: condis-cendere significherebbe rendere assurda la giustizia divina. L'ispirazione per scrivere un'opera del genere Marulić potè trovarla sia nella letteratura che nella teologia. Gli eventi di quegli anni fecero ricordare al credente dell'epoca l'ineluttabilità del Giudizio Universale. L'avanzamento dei Turchi causò una serie di sconfitte del Cristianesimo: la caduta della Bosnia nel 1463 e quella dell' Erzegovina ne1 1482, la battaglia sul campo di Krbava dove nel 1499 vennero sconfitti i Croati seguita nel 1521 dalla caduta di Belgrado, »la chiave d'oro« che apriva la porta dell'Ungheria e della Slavonia. Il colpo di grazia fu la battaglia di Mohač (1526), svoltasi dopo la morte del Marulić. L'angoscia era il sentimeno che dominava la gente e in questa situazione e comprensibile che il timore di Dio divenne anche il movente principale della dram-maturgia maruliciana. La teologia, cosi, aprì la porta alla dottrina di San Bernardo. Le ragioni letterarie del Govoren 'je le troveremo, prima di tutto, in Dante. Un dialogo implicito tra Dante e Marulić (il quale tradusse in latino il I canto dell' Inferno) era logico: l'opera del grande Fiorentino rinsaldò Marulić nella convinzione che non e possibile separare il pubblico dal privato. Un'ulteriore prova della legittimità del raffronto tra la posizione del Marulić nell' ambito della letteratura croata e quella di Dante nella letteratura italiana troviamo in un'altra opera del Marulić, Lipo prigovaran 'je Razuma i Človika (la Piacevole conversazione tra il Senno e l'Uomo). Tenendo sempre presente la diversità dei contesti culturali e la differenza di anni che li divide, possiamo dire che questa opera perpetua l'eterno dialogo tra la Virtù e il Peccato, la discussione che si ripete in tutte le opere del Marulić: il Senno da consigli all'uomo, il quale è debole e soggetto al peccato, e si lamenta del suo destino, - e qui si riconosce, naturalmente, un tema dantesco. Nell' adorato Dante, Marulić trova anche la figura di San Bernardo. La scena in cui appare il santo, sostituendo Beatrice nel guidare il poeta, era sempre cara ai lettori croati perché qui Dante menziona il nome della Croazia (Paradiso, XXXI, 103). Il contributo del doctor mellifluus alla teologia mistica era grande. Lo stesso Dante lo soprannominò il contemplante. Nello stesso tempo il Santo era molto vicino alla vita (un fatto vicinissimo all'idea che il Nostro ebbe della religione): San Bernardo era noto per aver risolto molte controversie teologiche, questioni dottrinali e competenze giurisdizionali. Tutto questo lo qualificò, agli occhi del pubblico, come un attivo participante nelle dispute e controversie dell'epoca, particolarmente nel momento in cui Gesù pronuncia la sentenza all'anima peccatrice. La scelta di San Bernardo potrebbe essere stata dettata anche da ragioni di carattere locale: I'arcivescovo di Spalato, Bernard, il quale viene menzionato nella cronaca Historia Salonitana dello storico spalatino del Duecento Toma Arcidiacono, svolse un ruolo singolarmente attivo nella lotta contra i patarini, non solo con le dolci parole del predicatore, ma anche come severissimo giudice degli eretici.

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