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UN TIMPANO TRAURINO CON FORMULA INTERCESSORIA

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Publisher
Literary Circle of Split; [email protected]
Publication Date

Abstract

Nel corso delle ricerche archeologiche alla chiesa rinascimentale di S. Sebastiano a Traù (Trogir) è stato ritrovato il timpano di una recinzione d'altare. La chiesa fu innalzata nel1478 sopra l'atrio della chiesa a sei absidi di S. Maria de Platea, che fu demolita nel secolo scorso. Al centro della chiesa di S. Maria nel corso di precedenti ricerche archeologiche era stato ritrovato, sotto la pavimentazione, un sarcofago che testimonia la funzione funerario-memoriale di questo edificio sacro. Sono stati recentemente rinvenuti diversi sarcofagi medioevali sotto la pavimentazione dell'atrio che aveva destinazione sepolcrale sull'esempio dei narteci paleocristiani. Ciò era sicuramente legato a un culto specifico e non sufficientemente conosciuto di un defunto a cui si riservavano particolari onori nella chiesa memoriale consacrata alla Madonna. Il timpano ritrovato che apparteneva ad un cancello d'altare si distinguo per dimensioni e per specificità iconografiche. Nella parte centrale è il motivo programmatico delle colombe poste una di fronte all'altra sotto la Croce, che è una rappresentazione simbolica della Resurrezione, mentre all'estremità sinistra vi è il motivo del pesce e del polipo, derivazione medioevale del motivo tardoantico del delfino e del polipo, emblema di Satana, che rapisce le anime alle porte dell'Inferno. Questo chiaro messaggio di fede nella Resurrezione e di vittoria sulla morte è comprovato anche dali 'iscrizione votiva sull'arco che invoca l'intercessione della Madonna. L'uso di caratteri onciali (D, E, M), l'assenza di elaborati ornamenti a intreccio e l'arcaismo dei simboli sono elementi che suggeriscono una datazione precoce, e riteniamo si tratti di una parte di recinzione del IX secolo, proveniente dalla chiesa di S. Maria de Platea. Un tale monumento dallo specifico programma iconografico poteva essere realizzato solo in quei centri urbani dalmati che come Traù erano stati fortemente improntati dalla tradizione culturale e dal patrimonio epigrafico tardoantichi ed arricchiti dai nuovi impulsi teologici altomedievali.

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