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Il rapporto critico della chiesa di fronte alla mentalità consumistico-edonistica

Authors
Publisher
Catholic Faculty of Theology, University of Zagreb; [email protected]
Publication Date

Abstract

La mentalità consumistica attuale ha creato una relativa civiltà, che rappresenta una particolare sfida alla Chiesa. È questo il tema dell 'artìcolo, che ha tre parti. Nella prima, denominata »Lati chiari e oscuri della civiltà consumistica«, è un" analisi di alcuni aspetti positivi della civiltà consumistica (sviluppo di supporti scientifici, tecnici ed economici dell'esistenza umana come pure affermazione delle libertà politiche e dei diritti umani). Inoltre si analizzano gli aspetti negativi della stessa civiltà (esaurimento delle risorse naturali, la provocazione della crisi ecologica, »l 'economismo» e »il consumismo», la soppressione tecnocratica della democrazia ecc.), che minacciano e quasi anullano i suoi aspetti positivi. Nella conclusione della prima parte si afferma, che la civiltà consumistica non è la civiltà degli uomini liberi bensì di uomini dominati dai propri istinti ed inclinazioni. Nella seconda parte, chiamata »Che cosa la Chiesa apprezza nell'attuale civiltà consumistica e cosa essa rifiuta« si afferma che la Chiesa accetta molti valori della civiltà consumistica (per es. la sua alta considerazione delle condizioni materiali economiche e scientifiche dell'esistenza umana, inoltre lo sforzo di aumentare l'aumento della produzione di beni e la conseguente soddisfazione delle necessità umane come pure un'alta valorizzazione del lavoro e delta libera iniziativa, della libertà e della democrazia). La Chiesa invece non accetta la scala di valori della civiltà consumistica, in cui i beni materiali sono fine e non mezzo dell'esistenza umana. Essa inoltre non può acettare l'idea agnostica e relativistica della libertà e della democrazia. Pertanto la Chiesa s'impegna, affinchè i beni materiali siano al servizio dello sviluppo integrale dell'uomo e che la libertà e la democrazia siano fondate sulla verità e sui valori assoluti. Nella terza parte, denominata »La civiltà dell'amore - alternativa della civiltà consumistica«, la generale critica ecclesiastica della civiltà consumistica si riassume coll' idea »della civiltà dell'amore». Si va affermando che la differenza essenziale tra le due civiltà e di natura trascendentale ed antropologica. La civiltà consumistica è una civiltà materialistica, che si appoggia sui concetti materialistico-evoluzionistici, mentre la civiltà dell'amore è basata sull'immagine religioso-metafisica del mondo e dell' uomo, specialmente in quella eristiana. Ne conseguono i principi fondamentali della vita singolare e sociale delle vita umana. Nella civiltà consumistica sono questi i principi: la lotta degli interessi, la selezione dei più abili, libertà senza valore e impegni, la messa nel primo piano delle necessità biologiche dell'esistenza umana. Nella civiltà dell'amore sono questi i principi: la carità, la solidarietà, la giustizia, l'altruismo ecc. e la messa nel primo piano dei bisogni spirituali dell'esistenza umana, ai quali sono sottoposti i beni materiali. Si sottolinea pure, che la civiltà consumistica è concentrata sui vari aspetti della realtà, perdendo di vista il tutto, entro cui tali aspetti singoli soltanto cosi raggiungono valore e senso. A differenza di questo la civiltà dell'amore è una civiltà integrale, che alla luce della complessiva verità dell'uomo considera i vari aspetti, che costituiscono la sua esistenza.

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