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L'altra IBA - L'Internationale Bauausstellung Berlin 1984/1987 e il Behutsame Stadterneuerung di Kreuzberg

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Introduzione «Nicht die gebaute Stadt, sondern ihre Bürger, ihr geistiges Bild, ist Stadt». H.C. Müller1 L'Internationale Bauausstellung Berlin 1984/1987 è un fenomeno storiografico piuttosto singolare. Le sue molteplici caratteristiche si fondono - e spesso si confondono - all'interno di una letteratura vastissima, che essa stessa ha in gran parte prodotto e orientato e che non è mai stata sottoposta a una organica e approfondita verifica storiografica. Le decine di pubblicazioni curate dall'IBA hanno finora costituito il principale - e spesso unico - veicolo per la conoscenza del processo a essa sotteso2. Tuttavia proprio la sua produzione letteraria - assieme alle esposizioni - può essere letta in primo luogo come strumento di legittimazione. Di esso la Bauausstellung si è servita per affermarsi all'interno della cultura architettonica internazionale, costruendo narrazioni precise delle motivazioni, dei principi e delle buone pratiche che ne hanno caratterizzato la vicenda. In primo luogo l'IBA è nata come un'esposizione di architetture costruite. In tal senso essa ha fatto seguito alla consolidata tradizione berlinese delle Bauausstellungen3, rinnovandola facendosi carico delle nuove istanze originate dalla crisi demografica e identitaria della città degli anni '60-'70. Essa è stata infatti il principale strumento di una strategia di valorizzazione di luoghi specifici - per lo più centrali - della città, volta a rendere Berlino ovest un luogo 1 Hans Christian MÜLLER, Incipit del discorso alla conferenza stampa di presentazione dell'Internationale Bauausstellung 1984, 05.02.1980, [AdK, fondo H.C. Müller, incartamento 2-4 (il fondo non è stato ancora inventariato)]. 2 Per una bibliografia completa delle pubblicazioni IBA - compresa la cosiddetta «letteratura grigia» - si rimanda a AUTZEN Reiner et. al. (red.), DEUTSCHE INSTITUT FÜR URBANISTIK (a cura di), Veröffentlichungen der Internationale Bauausstellung Berlin - Dokumentation von Forschungsberichten, Gutachten, Wettbewerbs- und Planungsunterlagen, Berlin, 1987. 3 La tradizione delle Bauausstellungen berlinesi è costituita sostanzialmente da due esposizioni. La prima, del 1931, voluta da Martin Wagner e curata da Mies van der Rohe, ebbe luogo negli spazi espositivi della fiera di Berlino, con modelli di architetture esposti al chiuso. La seconda, l'Interbau del 1957, fu realizzata all'interno dell'Hansaviertel, presso i limiti settentrionali del parco del Tiergarten. Per un quadro sintetico della tradizione delle Bauausstellungen si rimanda a Johannes CRAMER, Niels GUTSCHOW, Bauausstellungen - Eine Architekturgeschichte der 20. Jahrhunderts, Kohlhammer, Stuttgart/Berlin/Köln/Mainz 1984. Per l'Interbau 1957 si rimanda in questa sede alle più recenti pubblicazioni: Sandra WAGNER-CONZELMANN, Die Interbau 1957 in Berlin - Stadt von Heute, Stadt von Morgen, Imhof, Peterberg 2007 e Gabriele DOLFF-BONEKÄMPER, Franziska SCHMIDT, Das Hansaviertel - Internationale Nachkriegsmoderne in Berlin, Bauwesen, Berlin 1999. In italiano cfr. Andrea MAGLIO, Berlino prima del muro - La ricostruzione negli anni 1945-1961, Hevelius, Benevento 2003, pp. 133-53. II nuovamente attraente e «degno di nota in ambito internazionale»4. In secondo luogo, in maniera più significativa, l'IBA ha agito come motore di una riforma incisiva, seppur parziale, del progetto architettonico e urbano del dopoguerra. Una riforma che è stata spesso definita, con una formula sintetica, come un «mutamento di paradigma» - Paradigmenwechsel - rispetto all'urbanistica dei decenni post-bellici5. Incaricata di guidare la riprogettazione di aree centrali della città storica, divenute marginali per la loro vicinanza al muro, l'IBA ha incarnato diverse ambiguità, originate sostanzialmente dalla compresenza di caratteri spiccati e contrastanti: impronta istituzionale e ricerca d'autonomia operativa, esigenze mediatiche e compiti attuativi, autopromozione attraverso un uso accattivante dell'immagine e coinvolgimento diretto in processi intricatissimi. Dualismi e ambiguità che si riflettono nelle sue due anime, che hanno agito in sostanziale autonomia l'una dall'altra, con personale, compiti, aree di intervento e principi propri. L'una è la cosiddetta IBA-Neubau, guidata da Josef Paul Kleihues, responsabile del progetto architettonico ex-novo. L'altra è l'IBA-Altbau, diretta da Hardt-Waltherr Hämer e deputata al risanamento e alla riqualificazione di un frammento di città il larga parte scampato ai bombardamenti e densamente abitato. La letteratura esistente restituisce questa molteplicità di caratteri ricalcando per lo più quanto la stessa Bauausstellung GmbH - società a capitale pubblico incaricata della preparazione e della realizzazione dell'IBA6 - ha prodotto nel corso della sua attività, tra il 1979 e il 1987. Già alla fine del 1984 la società aveva dato alle stampe circa 8.000 pagine tra descrizioni dei progetti, opuscoli, cataloghi, saggi storici e note critico-teoriche, assumendo agli occhi degli osservatori più smaliziati le sembianze di un «mostro di carta»7, la cui dimensione mediatica finiva per coprirne, in una certa misura, senso e contenuti. Una tale mole documentaria ha nutrito quasi integralmente l'immagine storiografica e ha orientato la percezione della Bauausstellung fino ai tempi più recenti. Con una sola eccezione, la storiografia non ha avvertito l'esigenza di guardare 4 L'IBA si inserisce in questo senso all'interno di strategie in intervento urbano caratterizzate da importanti attributi mediatici. Su questo aspetto si rimanda a Hartmut HÄUSSERMANN, Walter SIEBEL, "Die Politik der Festivalisierung und die Festivalisierung der Politik. Große Ereignisse in der Stadtpolitik", in ID. (a cura di), Festivalisierung der Stadtpolitik - Stadtentwicklung durch große Projekte, Westdeutscher Verlag, Opladen 1993, pp. 8 sgg. 5 La storiografia ha interpretato questo mutamento di paradigma soprattutto nel segno della «riscoperta della città storica», cfr. in particolare Vittorio MAGNAGO LAMPUGNANI, Die Stadt im 20. Jahrhundert - Visionen, Entwürfe, Gebautes, Wagenbach, Berlin 2011 (I ed. 2010), II Band, pp. 836 sgg., Werner DURTH, Paul SIGEL, Baukultur - Spiegel gesellschaftlichen Wandels, Jovis, Berlin 2010 (II ed. aggiornata e ampliata, I ed. 2009). 6 GmbH è l'equivalente tedesco di Srl: Gesellschaft mit beschränkten Haftung - Societa a responsabilità limitata. 7 Günther KÜHNE, Die IBA als Papiermonster - Überblick über die Kataloge zum Berichtsjahr 1984. Erster Teil, in «Werk und Zeit» Nr. 3/1984, p. 3. III all'IBA attraverso la lente di ingrandimento del materiale d'archivio - anch'esso copiosissimo sebbene frammentato in diversi fondi e non sempre accessibile8 - e sottoporre in tal modo a una più accurata verifica un'immagine storicizzatasi forse troppo precocemente. L'unico caso di recupero delle fonti originali è poi emblematico di altri aspetti peculiari del fenomeno storiografico IBA. La tesi di dottorato di Günter Schlusche, pubblicata a cura della Technische Universität di Berlino nel 19979, ripercorre la vicenda della sola IBA-Neubau. Pur non ampliando particolarmente l'orizzonte interpretativo, il lavoro monografico di Schlusche ha avuto il merito di portare alla luce frammenti di una documentazione fino ad allora inedita, e spostare lo sguardo dal prodotto architettonico - che invece aveva dominato l'immagine dell'IBA, soprattutto in contesti internazionali - alle relazioni con il mondo della politica e delle istituzioni, fondamentali per la ricostruzione di una storia che, almeno in prima battuta, è la storia di un'istituzione. Ciò detto, anche questo caso non sfugge a una certa autoreferenzialità che sembra essere una costante della proiezione letteraria dell'Internationale Bauausstellung: lo stesso Schlusche è stato infatti membro di rilievo dell'IBA-Neubau. Quest'unica monografia, che mette a fuoco alcuni aspetti interessanti del funzionamento dell'Internationale Bauausstellung ma che si concentra su una sola delle sue due componenti, contribuisce a spiegare il titolo di questa ricerca di dottorato. L'Altra IBA - l'IBA-Altbau - non è mai stata fatta oggetto di un approfondimento critico delle fonti d'archivio o, più in generale, di uno studio monografico. Le sue caratteristiche distintive contribuiscono a chiarire quali possano essere le ipotesi di lavoro alla base dell'esigenza di spostare l'attenzione su una documentazione rimasta finora in ombra. Nel lavoro dell'IBA-Altbau si sono espresse al massimo grado alcune delle caratteristiche peculiari per l'intera Bauausstellung: in primo luogo il carattere eminentemente conflittuale del processo a essa sotteso. Il lavoro all'interno di un ambiente consolidato e difficile, come quello dei quartieri di Kreuzberg - la Luisenstadt, attorno Kottbusser Tor, e So 36, ai margini orientali del distretto - ha comportato un ulteriore 8 La documentazione relativa alla Bauausstellung si trova attualmente divisa tra il Landesarchiv (LArch), l'Akademie der Künste (AdK) e il Kreuzberg Museum (KM). Il primo possiede diversi fondi che interessano l'operato dell'IBA. Il primo è il fondo IBA-Neubau, depositato all'archivio del Land di Berlino nel 2001 e da allora non accessibile perché non inventariato secondo i criteri del LArch. Il fondo si trova attualmente in fase di inventariazione. Tuttavia un'ampia documentazione è accessibile all'interno del fondo del SenBauWohn, che possiede l'intera documentazione relativa alla fase di elaborazione del progetto IBA 1984 e molta documentazione relativa anche alla sua fase di attuazione, in particolar modo per quanto riguarda gli eventi espositivi. L'AdK custodisce invece l'archivio dell'IBA-Altbau/STERN, interamente consultabile; come consultabile è anche il fondo IBA-Altbau/STERN, di dimensioni ridotte, conservato presso il KM. 9 Günter SCHLUSCHE, Die International Bauausstellung Berlin - Eine Bilanz, Arbeitshefte des Institutes für Stadtund Regionalplanung - Technische Universität Berlin, Heft 59, 1997. IV moltiplicarsi degli attori coinvolti nel progetto urbano, in misura maggiore rispetto a contesti diradati e poco abitati, come quelli in cui lavora il gruppo Neubau. Gli abitanti e, in un certo senso, la stessa struttura urbana esistente si sono configurati come attori determinanti per il progetto della città, obbligando la Bauausstellung ad affinare strategie di mediazione e capacità di dialogo. Come oggetto di studio, quella parte dell'Internationale Bauausstellung che si è confrontata direttamente con la città consolidata, e con la tradizione oltremodo scomoda del risanamento, offre dunque la possibilità di proporre e sottoporre a verifica alcune ipotesi interpretative, che si riflettono tanto sulla scelta delle fonti quanto sulla ricerca di nuove coordinate temporali alle quali legare la storia che qui si racconta. Gli archivi dell'IBA-Altbau, separati da quelli del resto della Bauausstellung, si sono costruiti sulle tracce lasciate dai molti attori che hanno partecipato al processo progettuale, restituendo per questo una pluralità di relazioni talvolta addirittura difficile da controllare. In quanto istituzione la Bauausstellung ha prodotto una documentazione vastissima e stratificata, nella quale si legge il dialogo ma anche il conflitto con gli altri attori istituzionali del progetto urbano, in primo luogo l'amministrazione pubblica. In quanto operatore diretto nel progetto di risanamento e riqualificazione del quartiere, d'altra parte, essa ha intrattenuto relazioni strette anche con gli utenti e con l'ampio panorama costituito da associazioni e gruppi di iniziativa che ne difendono gli interessi. Anche dalla lettura delle fonti, la popolazione di Kreuzberg si conferma anzi parte in causa rilevante nel tentativo di riforma del progetto urbano intrapreso dall'IBA. Tra le carte dei suoi archivi è possibile dunque mettere a confronto fonti di tipo diverso, che da un lato ne restituiscono le intenzioni programmatiche e le relazioni istituzionali, ma che dall'altro raccontano anche di una rete multiforme di relazioni che con quelle intenzioni interagisce continuamente, spingendole a verifiche successive e non di rado a modifiche. Dalle fonti d'archivio emerge un quadro abbastanza nitido dei metodi che la Bauausstellung ha costruito e posto alla base di quello che le viene riconosciuto come il suo più rilevante successo, ovvero il superamento della stagione del «dogmatismo tardo-moderno»10. È infatti soprattutto il processo di definizione dei metodi a rendere l'esperienza di risanamento dell'IBA paradigmatica. A Kreuzberg la Bauausstellung si trova a metà tra poteri istituzionali, centrale e distrettuale, tra un «autoritarismo del piano» ormai in piena crisi e le rivendicazioni 10 Dieter FRICK, "Anstoß zu Innovation und Reform - Die Internationale Bauausstellung aus der Sicht von Handelnden Beteiligten", in Joachim BRECH (a cura di), Neue Wege der Planungskultur - Orientierungen in der Zeit des Umbruchs, VWP, Darmstadt, 1993, pp. 243-53, qui p. 252. V della popolazione, tra l'esigenza di realizzare i propri progetti in tempi brevi e le priorità della salvaguardia della città consolidata, in particolar modo della sua struttura sociale. La sua storia è in gran parte la storia della mediazione tra questi opposti e il Behutsame Stadterneuerung non ne è altro che una sintesi: un «Risanamento prudente» attuato con strumenti pubblici di finanziamento e controllo, ma che si realizza attraverso la collaborazione - e talvolta l'opposizione - di società costruttrici, rappresentanti degli interessi locali, liberi professionisti e soprattutto degli abitanti11. I «12 Principi del Risanamento prudente» ne costituiscono il manifesto. Essi sono forse il lascito più duraturo dell'IBA-Altbau a Berlino e alla città europea. La definizione di un arco temporale in cui leggere e verificare la vicenda dell'IBA-Altbau pone tuttavia altre questioni, particolarmente importanti per la storicizzazione dell'oggetto di studio. In prima istanza: se essa è stata una risposta - o un tentativo di risposta - a pratiche preesistenti, quale è la sua relazione con esse? Ovvero, dove va ricercato l'incipt - il terminus a quo - del racconto, avendo come obiettivo una ricostruzione dei motivi culturali e politici di un'esperienza che fonde questi due elementi in maniera inestricabile? Non vi è dubbio - e con ciò si presenta una delle ipotesi sottoposte a verifica nel corso della ricerca - che la risposta fornita dall'IBA, in particolare nell'ambito dello Stadterneuerung, sia stata l'esito di un percorso di maturazione lungo e non circoscrivibile nel breve tempo di vita della Bauausstellung GmbH. Quanto portato a compimento dall'IBA-Altbau è infatti il risultato di percorsi diversi, costituiti dall'intreccio di storie personali e aspetti culturali, vicende politiche e iniziative legislative che affondano le radici nella frattura del 1968 e si consolidano, con lentezza e contraddittorietà, nel corso del decennio successivo. Per esempio, seguendo la biografia del suo responsabile, l'architetto Hardt-Waltherr Hämer, si ripercorre un pezzo significativo della storia dello Stadterneuerung, che dalla fine degli anni ‘60 conduce al ruolo dirimente del Gruppo di lavoro da lui diretto all'interno dell'Internationale Bauausstellung12. Nel ripercorrere le principali vicende che hanno costituito l'antefatto all'attività dell'IBA, la sua figura emerge spesso, 11 Che il Behutsame Stadterneuerung sia stato il risultato di un lavoro di sintesi più che un'invenzione può essere dimostrato anche dal fatto che l'appello a un «risanamento prudente» fosse stato lanciato, con le medesime parole - appunto Behutsame Stadterneuerung -, dal Sindaco Willi Brandt già nel 1964, rimanendo tuttavia per lungo tempo lettera morta. Cfr. Johann Friedrich GEIST, Klaus KÜRVERS, Das Berliner Mietshaus - 1945-1989, Bd. III, Prestel, München 1989, p. 597. 12 Cfr. tra gli altri, Manfred SACK (a cura di), Stadt im Kopf - Hardt-Waltherr Hämer, Jovis, Berlin 2002 e BOLLÉ Michael, SCHÜTZE Karl-Robert (a cura di), Hardt-Waltherr Hämer, Architekt HBK - Behutsame Stadterneuerung, catalogo dell'esposizione, Universität der Künste, 3.4.-4.5.2007, Schriften aus dem Archiv der Universität der Künste, Nr. 12, Berlin 2007. VI rafforzando ulteriormente le diverse continuità che il settore Altbauerneuerung della Bauausstellung instaura con il dibattito e con le pratic

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