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UN DIPINTO DI NATONIO ZANCHI E L`ALTARE DELL`IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA MADONNA NELLA CHIESA DI S. NICOLA A TRAÙ

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Publisher
Literary Circle of Split; [email protected]
Publication Date

Abstract

A Traù, nella chiesa delle benedettine intitolata a S. Nicola, sul muro meridionale si trova un altare in marmo policromo dedicato alla Madonna dell'Immacolata Concezione. L'altare, secondo l'iscrizione fu fatto costruire nel 1693 dalla nobildonna traurina Elizabeta Ivanié, consorte di Franjo Vitturi. Questa Lesiniana discendente dell'onorato e famoso casato degli Ivanié fece innalzare e addobbare l'altare lasciando che i suoi successori se ne occupassero dopo di lei. In base alle analogie stilistiche con gli altari realizzati nella cattedrale di S. Stefano a Lesina durante l'ultimo decennio del XVII secolo dagli architetti e altaristi Alessandro e Paolo Tremignon, padre e figlio, anche questo altare traurino può essere loro attribuito. Intermediaria fu certamente Elisabeta lvanié i cui fratelli e cugini furono fabriceri del duomo di Lesina e mediatori e committenti nei rapporti con i Tremignon. L'altare in marmo traurino presenta tutti i caratteri dello stile dei Tremignon con un alto antependio decorato da quadrilobi incrostati con cornice di pietra bianca profilata, con colonne lisce variopinte e con una importante trabeazione tripartita che regge un frontone segmentato interrotto. Sull'altare si trova dal 1888 una pala d'altare del pittore friulano Antonio Zuccaro, mentre l'autrice ritiene che originariamente su di esso si trovasse la pala d'altare col tema di S. Caterina d'Alessandria, S. Caterina da Siena, S. Giovanni Evangelista in adorazione, posta sotto un'icona più antica nella parte mediana perforata del dipinto (la cosiddetta „pala portante“), e che oggi si trova nella collezione Kairos dello stesso convento. Questa icona romanica proveniente dal villaggio di Blizna fu ritrovata nel convento delle suore di clausura negli anni '70 e pubblicata da C. Fiskovié che la datò sul finire del XIII secolo, e la attribuì al cosiddetto „Maestro della Madonna di Burano“. L'autrice attribuisce la ricordata pala portante della collezione Kairos, che si trovava sull'altare dell'Immacolata Concezione, al pittore veneziano Antonio Zanchi. Riconoscibile in base al linguaggio stilistico, ma senza particolari credibilità ed espressività, questa pala d'altare si aggiunge all'importante e molto fecondo opus di questo artista la cui attività per i committenti dalmati non fu priva di significato e il cui numero dei dipinti sulla costa dalmata aumenta di giorno in giorno. Datato con l'altare intorno al 1693, questo dipinto non occupa un posto particolare nell'opus dello Zanchi, ma con l'altare dei Tremignon e l'icona romanica costituisce un insieme importante. Dando rilievo all'importanza e al significato del culto della Madonna, Elizabeta Ivanié come rappresentante del suo ambiente ha rivelato il suo gusto artistico, appoggiandosi agli indirizzi artistici correnti nella metropoli sulla laguna.

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