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Porfirio: la Philosophia ex oracolis. Per una nuova edizione dei frammenti.

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  • M-Fil/06 Storia Della Filosofia

Abstract

Durante la seconda met¨¤ del III secolo d.C., in un¡¯epoca di veloci cambiamenti, il filosofo Porfirio di Tiro scrive un¡¯opera dal titolo ¦°¦Å¦Ñ. ¦Ó.. .¦Ê ¦Ë¦Ï¦Ã.¦Ø¦Í ¦Õ¦É¦Ë¦Ï¦Ò¦Ï¦Õ.¦Á. o Philosophia ex oraculis, nella quale presenta una raccolta di profezie oracolari. Provenienti dalle pi¨´ importanti divinit¨¤ del Pantheon, gli oracoli vengono considerati come una verit¨¤ dogmatica, una parola divina, proferita direttamente dagli dei, che si contrappone alle presunte verit¨¤ rivelate di altre religioni, tra cui il Cristianesimo, ritenute prive di attendibilit¨¤ e di fondamento. In quest¡¯opera Porfirio invita tutti i cives romani a una rivalutazione della religione greco-romana, delle tradizioni del popolo di Roma, dei mores maiorum, messi in crisi da un periodo in cui l¡¯assenza di stabilit¨¤ politica, economica, sociale e religiosa, provoca ansia e insicurezza nella popolazione. L¡¯opera, scritta in tre libri intorno al 274/275 d.C., si pone come baluardo della tradizione e religione ellenica contro la nuova fede, e come cammino iniziatico per coloro che vogliono percorrere la lunga strada verso la purificazione e la salvezza dell¡¯anima. Dopo l¡¯avvento dell¡¯imperatore Costantino e la promulgazione dell¡¯Editto di Milano del 313 d.C., che proclama il Cristianesimo religio licita, la Philosophia ex oraculis diventa il bersaglio per molti scrittori cristiani che vedono in quest¡¯opera una seria minaccia contro la nuova religione cristiana ancora priva di una sistemazione dogmatico-dottrinale. Infatti, poco prima del Concilio di Nicea e della creazione del dogma trinitario, Costantino proclama la distruzione di tutte quelle opere anticristiane di Porfirio, tra cui la Philosophia ex oraculis. Tra i suoi contenuti l¡¯opera presenta la negazione della divinit¨¤ del Cristo, considerato un uomo molto religioso, ma non certamente un essere divino, e l¡¯accusa di estrema ignoranza mossa contro i cristiani giacch¨¦ considerano un semplice uomo come il figlio di Dio. Sebbene i secoli IV-VI vedano nascere una serie interminabile di lotte e diatribe sulla divinit¨¤ del Cristo, ¨¨ probabile che ¨C nonostante ne venga ordinata la distruzione- alcune copie dell¡¯opera siano sopravvissute fino al 536 d.C. dove, in un editto dell¡¯imperatore, si ordina, ancora una volta, di bruciare gli scritti anticristiani di Porfirio. In epoca moderna il tentativo di ricostruzione dell¡¯opera avviene nel 1630 quando l¡¯umanista Lucas Holste ne edita l¡¯editio princeps, mentre per la prima edizione critica bisogna aspettare il filologo G. Wolff, il quale nel 1856 raccoglie i frammenti e li distribuisce 2 in tre libri, a cui pone il titolo rispettivamente: Sugli dei per il primo libro, Sui demoni per il secondo, Sugli eroi per il terzo, disposizione ripresa, anche se con alcuni cambiamenti, nella seconda edizione critica, proposta da A. Smith nel 1993. A causa del suo stato frammentario la Philosophia ex oraculis ha fatto nascere tra gli studiosi numerose aporie riguardo l¡¯aspetto storico e filologico, sollevando dubbi anche sulla paternit¨¤ dell¡¯opera e sulla sua esistenza autonoma. La presente ricerca si articola in tre parti. La prima riguarda le problematiche storico-religiose del tempo e mira a sciogliere le aporie riguardanti il luogo e il periodo della composizione dell'opera. La seconda ha l'obiettivo di analizzare le due edizioni critiche finora pubblicate, cio¨¨ quella di G. Wolff e quella di A. Smith, e alcune tesi storiografiche relative all¡¯opera stessa. La terza parte infine, iniziando dall¡¯ultima edizione di A. Smith, vuole essere uno studio introduttivo a una nuova edizione dei frammenti con traduzione e commento, alla luce del nuovo materiale che nel corso della presente ricerca ¨¨ stato rinvenuto, e che non ¨¨ stato inserito nei precedenti lavori dei due filologi. Viene esaminata inoltre la possibilit¨¤ di mantenere l¡¯articolazione in tre libri proposta da Wolff e ripresa da Smith: infatti, mentre non dovrebbe essere pi¨´ problematica la notizia secondo la quale la Philosophia ex oraculis consta di tre libri, ¨¨ stata scartata l¡¯ipotesi di articolare il materiale testuale in tre libri. Solo sei brani, infatti, riportano l¡¯indicazione precisa di appartenenza, mentre tutti gli altri sono stati distribuiti secondo il giudizio arbitrario di G. Wolff. Si ¨¨ proceduto inoltre all¡¯analisi e alla possibile introduzione nella nuova edizione di altri tredici o pi¨´ oracoli, tratti da un'opera dal titolo Teosofia, attribuiti da G. Wolff alla Philosophia ex oraculis e inspiegabilmente esclusi da A. Smith, il quale, senza alcun motivo, li classifica come incerta omettendoli completamente. Non essendoci dunque la possibilit¨¤ di seguire l¡¯articolazione in tre libri proposta da Wolff, i frammenti sono stati catalogati in Testimonia, Fragmenta e Dubia, con la relativa traduzione e il commento, seguendo, per la loro disposizione, l¡¯ordine cronologico. In questa terza parte della ricerca si sono cercate anche le fonti alle quali Porfirio ha potuto attingere per la compilazione della sua raccolta oracolare e si ¨¨ tentato di fare luce sulla vexata quaestio concernente il possibile utilizzo degli Oracoli caldaici. Si ¨¨ proceduto inoltre, nei limiti dello stato frammentario dell¡¯opera, al tentativo di riportare alla luce l¡¯originaria esegesi che Porfirio ha scritto dopo ogni profezia divina, cercando in questo modo di mettere in chiaro il corretto significato attribuito dal filosofo di Tiro al singolo oracolo. 3 infine la presente ricerca ha provato a dimostrare che la Philosophia ex oraculis pu¨° essere stata la pars construens di un progetto anticristiano di Porfirio, nato con il Contra christianos che ne presenterebbe invece la pars destruens. Quando Porfirio scrive il Contra Christianos, segue il programma politico-religioso di Aureliano, il quale ¨¨ spinto dalla necessit¨¤ di ricompattare sotto un'unica guida un impero disgregato oramai da potenti forze centrifughe, tra cui il Cristianesimo, che viene visto come un corpo estraneo sviluppatosi eccessivamente all'interno dell'ecumene romana. Com'¨¨ noto per fare ci¨° Aureliano non solo cerca di presentarsi come divus, facendo leva sullo spirito religioso del popolo romano, e fondando il culto del Sol invictus, divinit¨¤ adorata dalla maggior parte dei popoli presenti nell¡¯ecumene, ma si serve anche del contributo di letterati quali appunto Porfirio. In quest'ottica il filosofo di Tiro presenterebbe un progetto, una sorta di teologia anticristiana, che si sviluppa prima in una pars destruens, con il Contra Christianos, poi in una pars construens con la Philosophia ex oraculis. All'alba del quarto secolo, quando il conflitto tra Cristianesimo ed Ellenismo comincia a lasciare il passo alla nascita delle eresie che dilanieranno la nuova religione in liti, lotte, interessi, incomprensioni, giochi di potere, la Philosophia ex oraculis, sollevando il problema della natura divina del Cristo, sembra il presagio, il pronunciamento degli dei, la verit¨¤ rivelata su ci¨° che sar¨¤ l'evoluzione storico-dogmatica del Cristianesimo.

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