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Instabilità post-traumatica della tibiotarsica: Ricostruzione anatomica dei legamenti peroneali

Authors
Journal
EMC - Tecniche Chirurgiche - Chirurgia Ortopedica
2211-0801
Publisher
Elsevier
Identifiers
DOI: 10.1016/s2211-0801(05)70288-0
Keywords
  • Tibiotarsica
  • Distorsioni
  • Lesioni Legamentose
  • Instabilità

Abstract

Riassunto Le distorsioni delia tibiotarsica sono tra le lesioni muscolo-scheletriche più frequenti, rappresentando circa il 25% dei traumi trattati nella pratica medica. È tuttora controverso quale sia il metodo migliore per il trattamento della rottura dei legamenti laterali della caviglia. Se da un lato è consigliabile operare, dall’altro è assolutamente necessario conoscere l’anatomia e la biomeccanica specifiche dei legamenti della tibiotarsica per avere buoni risultati. È stata eseguita la ricostruzione dei legamenti della tibiotarsica in 234 caviglie di 223 pazienti (132 uomini e 111 donne, età media 28.2 anni [da 16 a 48 anni]). In 182 tibiotarsiche (75.2%) è stata effettuata una ricostruzione diretta, mentre in 52 (24.8%) è stata effettuata una ricostruzione legamentosa con il tendine del muscolo plantare. I 208 pazienti disponibili a un follow-up medio di 3.7 anni (da 1 a 10 anni) ottennero un punteggio medio di 98.1 punti (90–100 punti) della scala AOFAS (American Orthopaedic Foot & Ankle Society) del retropiede. Il risultato funzionale è stato eccellente in 157 pazienti (75.5%), buono in 46 (22.1%), sufficiente in 5 (2.4%) e mediocre in 0 (0%). È possibile spiegare i risultati buoni ed eccellenti di questo metodo con una ricostruzione strettamente anatomica che non alteri né la cinematica né la meccanica del complesso articolare della tibiotarsica. Tali risultati suggeriscono che, se possibile, il chirurgo deve scegliere una procedura che ripristini l’anatomia e la normale meccanica.

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